Primo giorno del Triduo Pasquale - Giovedì Santo 2019

Con la celebrazione della Messa In Coena Domini inizia il Triduo Pasquale, cuore della vita e della fede di tutta la Chiesa. Inizia con la memoria dell’ultima cena di Gesù con i suoi apostoli, nel cenacolo di Gerusalemme, una cena d’addio, nella quale il Signore consegna se stesso, nel pane spezzato e nel vino condiviso con i suoi amici, e affida per sempre alla comunità dei suoi il dono dell’Eucaristia, il sacramento del suo Corpo e del suo Sangue, il memoriale che, in ogni messa, “ri-presenta”, rende presente il sacrificio della croce e la potenza della Risurrezione.

Fa sempre impressione il modo solenne con cui l’evangelista Giovanni introduce l’azione, per sé umile e concreta, di Gesù: «Gesù, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita».

Così si esprimeva Papa Benedetto: «Dio scende e diventa schiavo, ci lava i piedi affinché noi possiamo stare alla sua tavola. In questo si esprime tutto il mistero di Gesù Cristo. Continuamente Egli è questo amore che ci lava; nei sacramenti della purificazione - il battesimo e il sacramento della penitenza - Egli è continuamente inginocchiato davanti ai nostri piedi e ci rende il servizio da schiavo, il servizio della purificazione, ci fa capaci di Dio».

CELEBRAZIONI - PASQUA 2019

CELEBRAZIONI - PASQUA 2019 (PDF)

Pellegrinaggio MSA - SGR - Locorotondo

I pellegrini da sempre, si incamminavano guidati da un fermo proposito: andare a “toccare“ la fede.

Quest’anno, nel cammino devozionale è stato inserito anche Locorotondo, paese natale del servo di Dio Frà Giuseppe Andrea Rodio, del quale ricorre il bicentenario della sua dipartita terrena. Un atto di devozione per colui che ha permesso nel corso dei secoli, ad una moltitudine di pellegrini di offrire suppliche e gratitudine all’ effigie della Madonna ad Rupes a Castel Sant’Elia.

  • 5 aprile

il Padre Spirituale e Rettore del Santuario Padre Stanislao Zurad ha iniziato da subito ad alimentare la religiosità con una forte volontà di ricerca dei valori e del significato del pellegrinaggio: inviti alla riflessione ed alla meditazione. Lentamente, ci si allontanava dalla vita quotidiana e si entrava in una dimensione spirituale. Canti mariani, la corona Angelica. I grani del rosario scorrono sotto la mano durante la salita, che con qualche tornante stradale conduce verso Monte Sant’Angelo, la prima meta. La salita, i tornanti, il rosario. Preludio di una riflessione che nella sera, si rivela in una frase ascoltata nelle sale del Museo collocato sotto il Santuario di San Michele: sali, prega, cammina.

La visita della grotta dell’Arcangelo San Michele, guidati da una chiara ed approfondita illustrazione del Rettore del Santuario Padre Ladislao Suchy insieme ad un momento di meditazione nella sala della riconciliazione ed alle cripte longobarde concludono il primo, intenso giorno.

  • 6 aprile

È il giorno dedicato al pellegrinaggio in valle d’Itria. Locorotondo.

Per commemorare degnamente la figura umana di terziario francescano, pellegrino, eremita e per ben 42 anni come primo custode della Grotta Santa, il Rettore del Santuario Mariano, Padre Stanislao Zurad ha condotto spiritualmente i pellegrini, fra i quali è presente anche Vincenzo Girolami primo cittadino di Castel Sant’Elia, alla celebrazione eucaristica presso la Chiesa San Giorgio Martire nel centro storico. Si sale, si prega, si cammina. Come fece nei secoli scorsi il pellegrino Frà Rodio. Tenere vivo il ricordo dell’eremita e condividere la speranza che presto si risolva positivamente il processo di beatificazione di Frà Rodio, sono stati lo stimolo per la celebrazione eucaristica presieduta da Padre Stanislao Zurad e concelebrata dal Parroco della comunità locorotondese, don Adriano Miglietta che con toccanti parole si è unito in un abbraccio fraterno con tutti i partecipanti presenti. Grazie al Parroco inoltre, la funzione religiosa è stata diffusa attraverso emittenti radiofoniche locali.

Di seguito, alla presenza dei pellegrini, si è svolto un incontro nella sala consiliare comunale tra il primo cittadino di Castel Sant’Elia Dott. Vincenzo Girolami ed il vice sindaco di Locorotondo Sig. Vittorino Smaltino per un reciproco scambio di conoscenze e gettare le basi per un futuro atto di legame simbolico tra le due comunità.

Il sole ed il cielo azzurro terso, complice una meravigliosa temperatura primaverile, hanno accompagnato i pellegrini durante la visita ad Alberobello, che come sempre offre a chi la visita panorami mozzafiato e tutto lo splendore della valle d’Itria.

  • 7 aprile

La santa messa domenicale nella Grotta di San Michele, partecipata e condivisa insieme a pellegrini provenienti da Acquaviva delle Fonti ha dato a tutti la possibilità di riflettere su quanto e come sia venerato San Michele.

Diceva San Pio: “Prima di recarvi qui da me… andate a Monte Sant’Angelo e invocate l’aiuto e la protezione dell’Arcangelo Michele.”  

Padre Stanislao ha seguito il suggerimento di San Pio. Ha condotto tutti i pellegrini a venerare, pregare e ringraziare San Pio.”Toccare la fede”.  Altro momento di personale, raccolta, intima, ed intensa preghiera.

Sali, prega, cammina.

Ma le sorprese della guida spirituale, che in ogni pellegrinaggio è fondamentale, per non trasformare tutto in una “gita” non sono ancora finite.

Grazie a lui, ai suoi silenzi, alle sue ricerche, ai suoi sguardi, alle sue meditazioni, si snoda una via crucis di elevata spiritualità in cui il Signore -come ha detto Maria Caterina Dei sul bus che riportava tutti alla quotidianità, ha chiamato ed affidato a volontari lettori riflessioni attuali, toccanti. Il pellegrinaggio è compiuto. Si è rivelato di straordinaria intensità.  Forse Frà Rodio ci ha guidati?  Il silenzio nella Grotta Santa di Castel Sant’Elia darà a tutti una risposta.

Intanto, un articolo pubblicato dal settimanale in lingua polacca Gość  Niedzielny a firma Agata Puścikowska sta facendo conoscere la figura del servo di Dio fuori dai confini italiani.  Passo dopo passo, si espande la notizia che in una Grotta, custodita attualmente da Padri Micheliti, un umile, terziario francescano devoto alla Madre Celeste ancora sconosciuto a molti, ha scavato un percorso per portare i fedeli alla venerazione di Maria SS.ma ad Rupes.

“Chi scende porta con sé il fardello chissà di quanti dolori, di quante tristezze e di quali preoccupazioni; chi sale ha invece tutto deposto ai piedi della Madonna. È la scala che assorbe il male e ridona il bene.” (V. Aprile)

Sali, prega, cammina.

© SC riproduzione riservata

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