Presepe Artistico - Santo Natale 2013 - Basilica di San Giuseppe

Ultimi giorni per visitare il Presepe

I nostri carissimi artisti hanno iniziato i lavori il 18 novembre. Hanno proseguito nel loro arduo lavoro tutti i giorni, mattina e pomeriggio. Gli ultimi ritocchi li hanno completati proprio il giorno della vigilia del Santo Natale. Il frutto del loro lavoro, ciò che hanno preparato con così grande cura e dedizione è stato inaugurato la notte del 24 dicembre. Di cosa stiamo parlando? Si tratta ovviamente del presepe artistico allestito all’interno della Basilica di San Giuseppe. Sono stati Bruno Dei, Enrico Graziani, Enzo Adolini e Maurizio Galletti, i veri grandi artisti che, come ogni anno, ormai da 34 anni nel mese di novembre iniziano ad allestire il presepe artistico, giorno dopo giorno, fino al 24 dicembre, Vigilia del Santo Natale.

Possiamo senz’altro affermare che il grande Presepe - che tante persone hanno potuto ammirare a partire dalla Vigilia del Santo Natale quando è stato inaugurato ufficialmente dal Rettore padre Pietro al termine della Santa Messa di Mezzanotte - è frutto di tanti giorni di paziente lavoro, di tanta creatività, passione, dedizione ed amore per Nostro Signore.

Ricordiamo che il Presepe si può visitare tutti giorni dalle 7.00 della mattina fino alle 19.30.

Ringraziando ancora una volta tutti coloro che hanno partecipato a questa grande opera artistica, presentiamo le foto del Presepe, rievocazione della Natività, le foto dei “creatori” del presepe e ricordiamo che domenica 2 febbraio è l’ultimo giorno per poter visitare il Presepe allestito all’interno della Basilica di San Giuseppe. Da lunedì 3 febbraio, il Presepe 2013 passerà alla storia: rimarranno di esso solo le foto, che continueranno a parlarci della sua bellezza.

Cristo Signore è apparso a noi. Venite, adoriamo!

La festa che celebriamo oggi, 6 gennaio, porta il nome di “Epifania”. La parola greca epiphàneia significa “rivelazione”, “manifestazione”. È detto nella Lettera a Tito: “Si è rivelata la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini . . .” (2, 11), ed ancora: “Si sono rivelati la bontà di Dio, Salvatore nostro, e il suo amore per gli uomini . . .” (3, 4). La rivelazione è appunto lo svelarsi del mistero di Dio salvatore. Vi è uno stretto legame di significato tra l’una e l’altro, tra rivelazione e mistero della salvezza.

Il Creatore ha dato all’uomo la capacità di conoscere il mondo, le cose visibili, i fatti storici; gli ha dato anche la capacità di penetrare con la propria ragione oltre la superficie di ciò che è sensibile. Ma Dio è venuto incontro all’uomo anche parlandogli direttamente. La rivelazione consiste appunto in questo: Dio ha parlato all’uomo rivelandogli ciò che Egli conosce e pensa di se stesso, dell’uomo, del mondo. Così, grazie alla rivelazione, noi conosciamo il pensiero di Dio. Lo conosciamo con la nostra ragione, ma non in virtù della nostra ragione. Ciò che Dio rivela noi lo accettiamo perché ci fidiamo di Lui. Questo nostro affidarci all’autorità di Dio rivelante si chiama fede.

Siamo consapevoli che soltanto Dio stesso può istruire l’uomo sulle realtà divine. Nella Costituzione conciliare Dei Verbum sulla Divina Rivelazione leggiamo: “Piacque a Dio nella sua bontà e sapienza rivelare Se stesso e manifestare il mistero della sua volontà (cf. Ef 1, 9) . . . Con questa rivelazione, infatti, Dio invisibile (cf. Col 1, 15; 1Tm 1, 17) nel suo immenso amore parla agli uomini come ad amici (cf. Es 33, 11; Gv 15, 14-15) e si intrattiene con essi (cf. Bar 3, 38), per invitarli e ammetterli alla comunione con Sé” (n. 2).

Il fatto che Dio abbia voluto rivelare all’uomo la verità su se stesso, verità che è mistero, testimonia che l’uomo è per Dio una creatura molto cara, una creatura fatta a sua somiglianza, l’unica nel mondo visibile con la quale Dio può dialogare, alla quale può affidare la verità su se stesso e sulla propria vita intima, la verità dei suoi divini Misteri…

….I Magi, giunti a Betlemme dall’Oriente, costituiscono le primizie del grande pellegrinaggio della fede, che procede di generazione in generazione, avvicinando gli uomini, i popoli e le nazioni a Cristo luce del mondo. A questo pellegrinaggio, che dura ormai da duemila anni, hanno preso parte molti popoli e molte nazioni. E la luce, che sorse su Gerusalemme nella pienezza dei tempi, non si spegne, ma brilla con fulgore sempre nuovo. Essa illumina il cammino dell’umanità in mezzo alle tenebre, che avvolgono la terra. E continuamente, attraverso la notte di cui parla il profeta Isaia (cf. Is 60, 2), risuona il grido dei pastori, dei Magi, di tutti i credenti di ogni epoca: “Christus apparuit nobis, venite adoremus!”.

Dall’Omelia del Beato Giovanni Paolo II, Solennità dell’Epifania del Signore, 6 gennaio 1996

SOLENNITÀ DI MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO

Mercoledì 1° gennaio – solennità di Maria Santissima Madre di Dio - nella Basilica di San Giuseppe alle ore 18.00 si è tenuta una santa Messa solenne presieduta dal Rettore del Santuario, p. Pietro Burek.

L’animazione liturgica è stata affidata al gruppo musicale “Michael”, composto dai seminaristi del Santuario, che hanno cantato al Signore anche questa volta con grande passione. Tutta la strumentazione è stata posta in alto, nel “coro” della Basilica e la numerosa assemblea presente ha partecipato alla celebrazione con animo grato e fiducioso, accarezzata dalla gradevole musica e dalle belle e calde voci dei seminaristi che “abbracciavano” letteralmente l’intera Basilica.

Nella sua omelia p. Pietro si è concentrato sulla figura della Madonna, “che oggi contempliamo e celebriamo con il titolo di Madre di Dio, il titolo essenziale di Maria, nostra madre celeste. E’ lei che ci accompagna continuamente nel nostro itinerario di fede, non ci abbandona mai ed è sempre accanto a noi. A Lei, Donna di pace, Madre della nostra speranza e della nostra Gioia, esempio di ogni virtù, a lei – Madre di Dio – e alla sua potente intercessione affidiamo tutta la nostra vita, i nostri desideri, i nostri cari, l’umanità e il mondo intero”.

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