Santa Messa “Rorate caeli”

Il Rettore, assieme a tutta la Comunità Religiosa del Santuario, invita nel Tempo di Avvento alla Santa Messa “Rorate caeli”. La celebrazione della Santa Messa “Rorate caeli” è un’usanza popolare dell’Avvento nata intorno al XV sec. ed è così chiamata dall’introito “Rorate, caeli, desuper - “Stillale, cieli, dall’alto”. Questa Messa è celebrata in onore di Maria, Madre di Dio, proprio di sabato, giorno a Lei dedicato. La peculiarità della celebrazione della Santa Messa “Rorate caeli” consiste nel celebrarla con solennità, a lume di candela e cantando il“Rorate, caeli, desuper” come canto d’ingresso.

La prima messa “Rorate caeli” quest’anno sarà celebrata nella Basilica di San Giuseppe alle ore 17.00, sabato prossimo, 30 novembre, all’inizio del Tempo di Avvento.

Vi attendiamo numerosi, per condividere con tutti voi questo momento di preghiera intenso, suggestivo e coinvolgente, uniti alla Vergine Madre nell’attesa gioiosa della nascita del Redentore, Luce del mondo.

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SANTA MESSA A CONCLUSIONE DELL'ANNO DELLA FEDE NELLA SOLENNITÀ DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO, RE DELL'UNIVERSO

Domenica 24 novembre, Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo, nella Basilica di san Giuseppe alle 18.00 si è tenuta la santa Messa solenne a conclusione dell’Anno della Fede, celebrata da Padre Pietro Burek, Rettore del nostro santuario. Molto coinvolgente tutta la liturgia ed ogni gesto era denso di profondo significato.

La solenne Celebrazione Eucaristica ha avuto momenti di intensa preghiera e partecipazione da parte della numerosa assemblea presente. Il cero pasquale acceso, il profumo dell’incenso ed il rito dell’aspersione con l’acqua benedetta, simbolo e ricordo del nostro battesimo, hanno contribuito a creare un clima di profonda intimità con il Signore. L’animazione liturgica è stata affidata al gruppo musicale “Michael”, composto dai seminaristi e dal diacono Tommaso, che hanno cantato e suonato dei brani molto belli, rendendo molto gioiosa la celebrazione.

Nella sua omelia, Padre Pietro ha fatto riferimento all’omelia che la mattina di questo stesso giorno Papa Francesco aveva pronunciato in Piazza san Pietro, esprimendosi con queste parole: “Papa Benedetto XVI ….con tale provvidenziale iniziativa, egli ci ha offerto l’opportunità di riscoprire la bellezza di quel cammino di fede che ha avuto inizio nel giorno del nostro Battesimo, che ci ha resi figli di Dio e fratelli nella Chiesa. Un cammino che ha come meta finale l’incontro pieno con Dio, e durante il quale lo Spirito Santo ci purifica, ci eleva, ci santifica, per farci entrare nella felicità a cui anela il nostro cuore.”

Rivolto ai numerosi fedeli presenti il Rettore ha proseguito parlando della centralità di Cristo. Cristo è al centro, Cristo è il centro. Cristo centro della creazione, Cristo centro del popolo, Cristo centro della storia. E pertanto l’atteggiamento richiesto al credente, se vuole essere tale, è quello di riconoscere e di accogliere nella vita questa centralità di Gesù Cristo, nei pensieri, nelle parole e nelle opere. E così i nostri pensieri saranno pensieri cristiani, pensieri di Cristo. Le nostre opere saranno opere cristiane, opere di Cristo, le nostre parole saranno parole cristiane, parole di Cristo.

Tre sono i punti su cui Padre Pietro si è soffermato: il primo è quello di Cristo centro del popolo di Dio. Egli oggi è qui, al centro di noi. Adesso è qui nella Parola, e sarà qui sull’altare, vivo, presente, in mezzo a noi, il suo popolo. Il secondo punto è quello di Cristo, il “fratello” intorno al quale si costituisce il popolo, che si prende cura del suo popolo, di tutti noi, a costo della sua vita. In Lui noi siamo uno; un solo popolo uniti a Lui, condividiamo un solo cammino, un solo destino. Solamente in Lui, in Lui come centro, abbiamo l’identità come popolo. Ed infine Cristo che è il centro della storia dell’umanità, e anche il centro della storia di ogni uomo. A Lui possiamo riferire le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce di cui è intessuta la nostra vita. Quando Gesù è al centro, anche i momenti più bui della nostra esistenza si illuminano, e ci dà speranza, come avviene per il buon ladrone nel Vangelo di oggi.

La Santa Messa di Chiusura dell'Anno della Fede

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