Pellegrinaggio MSA - SGR - Locorotondo

I pellegrini da sempre, si incamminavano guidati da un fermo proposito: andare a “toccare“ la fede.

Quest’anno, nel cammino devozionale è stato inserito anche Locorotondo, paese natale del servo di Dio Frà Giuseppe Andrea Rodio, del quale ricorre il bicentenario della sua dipartita terrena. Un atto di devozione per colui che ha permesso nel corso dei secoli, ad una moltitudine di pellegrini di offrire suppliche e gratitudine all’ effigie della Madonna ad Rupes a Castel Sant’Elia.

  • 5 aprile

il Padre Spirituale e Rettore del Santuario Padre Stanislao Zurad ha iniziato da subito ad alimentare la religiosità con una forte volontà di ricerca dei valori e del significato del pellegrinaggio: inviti alla riflessione ed alla meditazione. Lentamente, ci si allontanava dalla vita quotidiana e si entrava in una dimensione spirituale. Canti mariani, la corona Angelica. I grani del rosario scorrono sotto la mano durante la salita, che con qualche tornante stradale conduce verso Monte Sant’Angelo, la prima meta. La salita, i tornanti, il rosario. Preludio di una riflessione che nella sera, si rivela in una frase ascoltata nelle sale del Museo collocato sotto il Santuario di San Michele: sali, prega, cammina.

La visita della grotta dell’Arcangelo San Michele, guidati da una chiara ed approfondita illustrazione del Rettore del Santuario Padre Ladislao Suchy insieme ad un momento di meditazione nella sala della riconciliazione ed alle cripte longobarde concludono il primo, intenso giorno.

  • 6 aprile

È il giorno dedicato al pellegrinaggio in valle d’Itria. Locorotondo.

Per commemorare degnamente la figura umana di terziario francescano, pellegrino, eremita e per ben 42 anni come primo custode della Grotta Santa, il Rettore del Santuario Mariano, Padre Stanislao Zurad ha condotto spiritualmente i pellegrini, fra i quali è presente anche Vincenzo Girolami primo cittadino di Castel Sant’Elia, alla celebrazione eucaristica presso la Chiesa San Giorgio Martire nel centro storico. Si sale, si prega, si cammina. Come fece nei secoli scorsi il pellegrino Frà Rodio. Tenere vivo il ricordo dell’eremita e condividere la speranza che presto si risolva positivamente il processo di beatificazione di Frà Rodio, sono stati lo stimolo per la celebrazione eucaristica presieduta da Padre Stanislao Zurad e concelebrata dal Parroco della comunità locorotondese, don Adriano Miglietta che con toccanti parole si è unito in un abbraccio fraterno con tutti i partecipanti presenti. Grazie al Parroco inoltre, la funzione religiosa è stata diffusa attraverso emittenti radiofoniche locali.

Di seguito, alla presenza dei pellegrini, si è svolto un incontro nella sala consiliare comunale tra il primo cittadino di Castel Sant’Elia Dott. Vincenzo Girolami ed il vice sindaco di Locorotondo Sig. Vittorino Smaltino per un reciproco scambio di conoscenze e gettare le basi per un futuro atto di legame simbolico tra le due comunità.

Il sole ed il cielo azzurro terso, complice una meravigliosa temperatura primaverile, hanno accompagnato i pellegrini durante la visita ad Alberobello, che come sempre offre a chi la visita panorami mozzafiato e tutto lo splendore della valle d’Itria.

  • 7 aprile

La santa messa domenicale nella Grotta di San Michele, partecipata e condivisa insieme a pellegrini provenienti da Acquaviva delle Fonti ha dato a tutti la possibilità di riflettere su quanto e come sia venerato San Michele.

Diceva San Pio: “Prima di recarvi qui da me… andate a Monte Sant’Angelo e invocate l’aiuto e la protezione dell’Arcangelo Michele.”  

Padre Stanislao ha seguito il suggerimento di San Pio. Ha condotto tutti i pellegrini a venerare, pregare e ringraziare San Pio.”Toccare la fede”.  Altro momento di personale, raccolta, intima, ed intensa preghiera.

Sali, prega, cammina.

Ma le sorprese della guida spirituale, che in ogni pellegrinaggio è fondamentale, per non trasformare tutto in una “gita” non sono ancora finite.

Grazie a lui, ai suoi silenzi, alle sue ricerche, ai suoi sguardi, alle sue meditazioni, si snoda una via crucis di elevata spiritualità in cui il Signore -come ha detto Maria Caterina Dei sul bus che riportava tutti alla quotidianità, ha chiamato ed affidato a volontari lettori riflessioni attuali, toccanti. Il pellegrinaggio è compiuto. Si è rivelato di straordinaria intensità.  Forse Frà Rodio ci ha guidati?  Il silenzio nella Grotta Santa di Castel Sant’Elia darà a tutti una risposta.

Intanto, un articolo pubblicato dal settimanale in lingua polacca Gość  Niedzielny a firma Agata Puścikowska sta facendo conoscere la figura del servo di Dio fuori dai confini italiani.  Passo dopo passo, si espande la notizia che in una Grotta, custodita attualmente da Padri Micheliti, un umile, terziario francescano devoto alla Madre Celeste ancora sconosciuto a molti, ha scavato un percorso per portare i fedeli alla venerazione di Maria SS.ma ad Rupes.

“Chi scende porta con sé il fardello chissà di quanti dolori, di quante tristezze e di quali preoccupazioni; chi sale ha invece tutto deposto ai piedi della Madonna. È la scala che assorbe il male e ridona il bene.” (V. Aprile)

Sali, prega, cammina.

© SC riproduzione riservata

QUARESIMA 2019

Ogni anno, mediante la Madre Chiesa, Dio «dona ai suoi fedeli di prepararsi con gioia, purificati nello spirito, alla celebrazione della Pasqua, perché […] attingano ai misteri della redenzione la pienezza della vita nuova in Cristo» (Prefazio di Quaresima 1).

Non lasciamo trascorrere invano questo tempo favorevole! Chiediamo a Dio di aiutarci a mettere in atto un cammino di vera conversione. Abbandoniamo l’egoismo, lo sguardo fisso su noi stessi, e rivolgiamoci alla Pasqua di Gesù; facciamoci prossimi dei fratelli e delle sorelle in difficoltà, condividendo con loro i nostri beni spirituali e materiali. Così, accogliendo nel concreto della nostra vita la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte, attireremo anche sul creato la sua forza trasformatrice.

Nel Santuario vengono fatte le seguenti proposte:

 

Visita del Rettore del Santuario Maria SS.ma ad Rupes in Valle d’Itria - Locorotondo

Quest’anno, tutti noi avremo un motivo in più per meditare ed essere felici al Santuario. Come molti già sanno, ricorre il bicentenario della scomparsa di Frà Giuseppe Andrea Rodio.Con la forza della Fede e con la protezione di Maria SS.ma ad Rupes, il frate ha permesso a tutte le persone che lo desiderano di poter utilizzare la scalinata che conduce alla Grotta della Madonna per venerarLa e risalire i gradini con la certezza che le loro suppliche ed invocazioni saranno ascoltate.

Sono stati necessari ben 14 lunghi anni per compiere in totale solitudine e senza avere nessuna preparazione tecnica la scalinata scavata nel tufo che conduce alla Grotta. Sono bastati la forza della fede e la protezione della Madre Celeste.

Per commemorare degnamente la figura umana di terziario francescano, pellegrino, eremita e per ben 42 anni come primo custode della Grotta Santa, il Rettore del Santuario Padre Stanislao Zurad si è recato a Locorotondo, paese natale del frate per incontrare le autorità locali. Per tenere vivo il ricordo dell’eremita e condividere anche la speranza che presto si risolva positivamente il processo di beatificazione di Frà Rodio, il Rettore ha proposto un evento significativo che permetta alle due comunità di unirsi in un abbraccio fraterno. Padre Stanislao ed il Parroco della Chiesa San Giorgio Martire don Adriano Maglietta, dove nel 1743 Frà Giuseppe Andrea ricevette il sacramento del Battesimo, hanno stabilito in occasione del pellegrinaggio del 6 aprile prossimo, una funzione religiosa alla quale parteciperanno uniti gli abitanti di Locorotondo ed i pellegrini del Santuario di Castel Sant’Elia.

Al termine della funzione religiosa, seguirà un incontro tra i Sindaci dei paesi coinvolti per creare tra i rispettivi Comuni un legame simbolico contribuendo così alla condivisione della memoria, della sapienza e della fede che il religioso ebbe in tutta la sua santa vita come custode del Santuario di Maria SS.ma “ad Rupes”.

 

Lo scapolare di San Michele Arcangelo

Nella Basilica di San Giuseppe, durante la Celebrazione Eucaristica, presieduta dal Rettore del Santuario Padre Stanislaw Zurad e concelebrata da Mons. Tymon Chmielecki, sono stati consegnati gli scapolari di San Michele.

Lo scapolare di San Michele è un segno esteriore dell’affidarsi a San Michele Arcangelo e dell’affiliazione alla Famiglia Michaelita. Lo scopo di portarlo è il rinnovamento del culto di San Michele Arcangelo. Coloro, che portano lo scapolare partecipano ai beni spirituali della Congregazione di San Michele Arcangelo.

Chi avrebbe piacere di ricevere lo scapolare di San Michele Arcangelo può rivolgersi al Rettore del Santuario.

Scapolare di San Michele Arcangelo [PDF]

III Domenica Anno C - 27 Gennaio 2019

  • Continua la Novena in preparazione alla festa del beato Bronislao Markiewicz, fondatore delle Congregazioni di San Michele Arcangelo. La novena viene celebrata nella Cappella di San Giuseppe alle ore 18.45.
  • 30 gennaio vi invitiamo allacelebrazione eucaristica in occasione della festadelBeato Bronislao Markiewicz, Fondatore delle Congregazioni di San Michele Arcangelo,alle ore 17.00 nella Basilica di San Giuseppe, durante la quale si svolgerà il solenne rituale della vestizione religiosa dei due nostri novizi.
  • 2 febbraio si celebra la giornata della Vita consacrata e la festa della Candelora, ossia la Presentazione di Gesù al Tempio. La benedizione delle candele avrà luogo durante la Santa Messa delle ore 6.45 nella Basilica di San Giuseppe e alle ore 17.00 nella Grotta della Madonna.
  • 3 Febbraio durante la Santa Messa delle ore 11.30 un gruppo dei devoti di San Michele riceverà lo scapolare di San Michele. Chi ancora vorrebbe riceverlo, può rivolgersi al Rettore del Santuario.
  • Nei giorni tra 5-7 aprile viene organizzato il pellegrinaggio in occasione del bicentenario della morte di fra Rodio. Si visiteranno i seguenti luoghi: Monte Sant’Angelo, Locorotondo, Alberobello e San Giovanni Rotondo. Per le informazioni rivolgersi in portineria del santuario o al Rettore.

L’eroicità delle virtù della Serva di Dio – Anna Kaworek

Oggi, 15 gennaio 2019, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in udienza l’Em.mo Card. Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Durante l’udienza, il Sommo Pontefice ha autorizzato la medesima Congregazione a promulgare il Decreto riguardante:

le virtù eroiche della Serva di Dio Anna Kaworek, Cofondatrice della Congregazione delle Suore di San Michele Arcangelo; nata a Biedrzychowice (Polonia) il 18 giugno 1872 e morta a Miejsce Piastowe (Polonia) il 30 dicembre 1936.

Come famiglia michelita siamo grati a Dio e al Santo Padre e preghiamo per il miracolo, attribuito all’intercessione della Serva di Dio Anna Kaworek.

Apertura delle celebrazioni in onore del bicentenario della morte di fra Giuseppe Andrea Rodio

Carissimi questa sera siamo qui raccolti per celebrare l’Eucaristia in memoria e in suffragio del Servo di Dio fra Giuseppe Rodio, esattamente nell’anniversario del suo transito alla casa del Padre, avvenuto 200 anni fa, il 11 gennaio 1819.

Ringraziamo oggi il Signore perché ha voluto inviare esattamente il 6 aprile del 1777 fra Giuseppe Andrea Rodio a Castel Sant’Elia. Un piccolo terziario, ma con un cuore generoso e grande, pieno di amore per Maria Santissima.

“Eucaristia” significa “rendimento di grazie” e noi desideriamo rendere grazie al Padre per il dono che è stato per questo santuario. Rendiamo grazie per l’opera che lo Spirito ha realizzato nella vita di questo terziario francescano, una vita sin da piccolo dura, travagliata, con passaggi, dolori, incomprensioni, la vita rigida.

Rendiamo grazie per la realtà che il Signore ha suscitato attraverso il cuore di fra Rodio, per il suo zelante lavoro prima come eremita-custode della grotta della Madonna, poi come genio di un’opera nella forma di scalinata, che ha unito l’esterno con la Grotta della Madonna.
Questa celebrazione ha dunque un carattere di gioia, di stupore e di gratitudine:

festa perché siamo convinti che anche se ancora non è stato proclamato beato, ma per tutta la sua vita da eremita, spesa per il Signore abbia raggiunto la pienezza della santità, e quindi il giorno anniversario della sua morte sia il suo dies natalis, il giorno della sua nascita alla gloria e alla vita del cielo.

Con fiducia guardiamo il percorso verso la sua beatificazione e preghiamo perché arrivi presto il giorno in cui lo potremo venerare come un figlio santo della Chiesa.

Chi ha letto la sua storia o né sentito parlare, sa bene che egli non amava apparire, amava il nascondimento, il silenzio, l’umiltà, sapeva che Dio fa crescere le cose grandi nell’ombra, lontano dal palcoscenico del mondo, e sicuramente si sarebbe stupito che qualcuno si fosse rivolto a lui come a un santo. Anzi, spesso veniva preso in giro. Quando fra Rodio iniziò il lavoro di scavare la scala, racconta l’autore, alcuni dicevano: sei sciocco veramente che pretendi di fare questo lavoro! Rispose fra Rodio: “con l’aiuto del Signore si può fare tutto”. Grande fede!!!

I santi autentici sono così, si sentono sempre dei poveri peccatori in cammino, hanno l’impressione di avere fatto poco, in confronto ai doni ricevuti e alla misericordia di Dio sperimentata, sono uomini, direbbe Papa Francesco, completamente “decentrati” da sé, e totalmente “centrati” su Cristo.
Proprio perché sono presi e avvinti da Gesù, ne diventano testimoni luminosi, ed è per questo che la Chiesa ama riconoscere la santità eroica di alcuni suoi figli: non per mostrare quanto siano stati “bravi”, ma per far vedere la bellezza di una vita che si è lasciata plasmare dal Signore, anche nelle ore del buio e della prova, e per raccontare a tutti quanto sia vera e reale la presenza del Risorto, che sa trasfigurare il volto dei suoi amici.
Leggendo il Vangelo di oggi, che non abbiamo scelto ma ci è stato regalato, possiamo vedere la persona di fra Rodio. Credere davanti all’impossibile, Credere nonostante le avversità, Credere che tutto possa accadere se il Signore vuole.

Credere è una parola magica che ti fa affrontare la vita in maniera completamente diversa, ti fa entrare in una strada a cercare parcheggio alle quattro di notte quando tutti i posti sono solitamente esauriti alle sette di sera, credere ti fa andare avanti anche quando tutti ti deridono, ti fa studiare nonostante i brutti voti, ti fa cercare lavoro quando attorno a te la crisi miete sempre più vittime.

Credere è vivere con la speranza che tutto si possa risolvere e che ciò che è formalmente negativo sia comunque un bene per qualcuno e volontà di Dio, imparando così ad accettare ma non a subire.

Credere è gioia, è abbandono tra le braccia di un Padre che non potrà mai deluderti.

Maria ss.ma ad Rupes non ha deluso mai fra Rodio, lo ha sempre sostenuto, guidato, guarito anche dalle malattie fisiche, perché ha speso tutte le sue forze umane e spirituali per divulgare il culto della Madonna. Preghiamo perché possa ricevere la gloria degli altari.

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