CONCERTO DEL CORO E DELL’ ORCHESTRA “NICOLAUS”

All'inizio del mese di agosto la Comunità Religiosa dei Padri Micaeliti a Castel Sant'Elia ha avuto la gioia di ospitare il coro e l’orchestra “Nicolaus” provenienti da Kraczkowa, un paese alle porte di Łańcut in Polonia. Il coro e l’orchestra, diretti dal Maestro Zdzisław Magoń, proprio i quei giorni si trovavano in Italia per un tour. Questo numeroso gruppo è legato spiritualmente alla persona di San Giovanni Poalo II, al quale ogni anno nel giorno dell'anniversario della sua morte, dedicano un concerto nel bellissimo Castello di Łańcut in Polonia. Spesso danno concerti in alcune parti della Polonia ed anche all'estero, tra l'altro in Ucraina a Leopoli, dove si recano ogni anno su invito di S.E. Mons. Mieczysław Mokrzycki, che fu  segretario particolare di San Giovanni Paolo II: nella cattedrale di Leopoli, infatti,  ogni anno è organizzato un concerto in onore del santo Papa polacco. Alcuni giovani cantori, facenti parte di questo coro e dell'orchestra, partecipano anche attivamente ad un grandissimo concerto dal titolo "Un solo cuore, un solo spirito", organizzato ogni anno a Rzeszow, capoluogo della regione Podkarpacie, in occasione della festa del Corpus Domini.

Il nostro Santuario, che oltre ad essere un “Pontificio Santuario” è anche  luogo della memorabile visita del Santo Padre Giovanni Paolo II nell'anno 1988, si è trovato pertanto inserito nel programma dei concerti del coro e dell'orchestra Nicolaus. Domenica 6 agosto con le loro "angeliche" voci e con un straordinario suono degli strumenti hanno arricchito la celebrazione Eucaristica presieduta dal Rettore del Santuario, Padre Pietro Burek nella Basilica di San Giuseppe. Il giorno dopo, lunedì 7 agosto, è stato organizzato invece un concerto nello stupendo scenario del chiostro del Santuario, durante il quale sono stati eseguiti canti del repertorio liturgico, brani classici e canti della tradizione popolare. I presenti hanno avuto la possibilità di ascoltare brani di grandi compositori del passato come Wolfgang Amadeus Mozart e Józef Elsner, ma anche contemporanei, come Marco Frisina e Piotr Pałka, un compositore polacco.

Il prestigio di questo coro può essere anche confermato dal fatto che mercoledì 9 agosto ha animato i momenti precedenti e seguenti l'udienza generale del Santo Padre Francesco nell'aula di Paolo VI: l’udienza è stata  trasmessa in diretta e in tutto il mondo dal Centro Televisivo Vaticano. Durante l'udienza il Coro ha eseguito in maniera magistrale il Canto "Madonna Nera", che può essere considerato l'inno di tutti pellegrini che in modo particolare nei mesi di luglio e agosto si recano a piedi al Santuario della Madonna Nera a Częstochowa.  L'eccellente esecuzione di questo canto da parte del coro ha fatto commuovere anche il Santo Padre, che ha salutato tutti i pellegrini che percorrono le strade della Polonia per raggiungere il Santuario Mariano della Madonna Nera.

Al Maestro Zdzisław Magoń e a tutti i membri del coro e dell'orchestra "Nicolaus" auguriamo la protezione della Madonna e di San Giovanni Paolo II, che onorano in maniera  esemplare, ed anche degli Angeli Custodi, affinché la realizzazione della loro vocazione musicale sia sempre una melodia di lode a Dio e che in questo modo possano portare tante persone a Lui attraverso la bellezza della musica.   

Sem. Luca Nowak

INFIORATA” AL SANTUARIO NELLA SOLENNITA’ DEL CORPUS DOMINI 2017

Con la festa liturgica del "CORPUS DOMINI", ogni anno viene rievocata l'Ultima Cena di Gesù Cristo con gli Apostoli e proprio in questo giorno solenne la Chiesa riafferma sacramentalmente la presenza "reale" del " Corpo" e del “Sangue" di Cristo nell'Eucarestia.

Si tratta di una festa istituita in seguito del miracolo eucaristico avvenuto a Bolsena nel 1263, che la Chiesa ha riconosciuto ufficialmente. E’ una grande festa, molto sentita sia in Italia che nel resto del mondo e per questo motivo grandi sono anche i festeggiamenti.

Anche al Santuario Maria SS. “ad Rupes” da ormai tantissimi anni viene perpetuata questa antica tradizione e tale importante ricorrenza viene ricordata con la tradizionale “Infiorata”, cioè con l'allestimento lungo il viale del Santuario di un magnifico tappeto multicolore e un grande “quadro” realizzato davanti all’ingresso della Basilica di San Giuseppe.

Per giorni interi e la notte che precede la festa, il Santuario si anima di persone di buona volontà, di fedeli e seminaristi coordinati da padre Stanislao, padre Teddy e dal “Team organizzativo del Santuario”, che si danno un gran da fare per disegnare il lunghissimo tappeto “fiorito” e il grande quadro, che poi verranno rifiniti con materiali di vario tipo e colore. Quest’anno i lavori si sono protratti fino a notte fonda per riprendere all’alba della domenica, ma i lavori di preparazione dell’“Infiorata” per alcune gentili signore del “Team Organizzativo del Santuario” iniziano molti mesi prima con la progettazione e la colorazione dei materiali, la preparazione dei disegni su cartone e tutto il materiale per preparare lo splendido tappeto “fiorito”.

Possiamo affermare con tutta tranquillità che questo importante evento viene preparato nel migliore dei modi, solo grazie alla generosità, il coraggio, l’impegno e lo spirito di sacrificio di queste gentili signore ricolme di fede e appassionate di Cristo, che lavorano buona parte dell’anno in vista di questa data solennissima.

Ma partecipare alla realizzazione dei tappeti dell’“Infiorata” ha anche dei risvolti umani ed ecclesiali molto importanti: si lavora insieme in armonia e nella gioia, si ride, si scherza, ci si conosce meglio, qualcuno viene a “rubare” delle foto da inserire sul sito del nostro Santuario,  la notte avanza e, malgrado la stanchezza, l’attività continua perché ci si sente felici di poter realizzare qualcosa di bello agli occhi di Dio, si condivide il cibo che ognuno ha preparato a casa e ciò che ognuno è. Non è forse questo il senso di essere Chiesa? Dice il salmista “ecco com’è bello e quanto è soave che i fratelli vivano insieme!” Ecco perché realizzare l’“Infiorata” ha un risvolto ecclesiale: amare Dio e amare e vivere in armonia con i fratelli.

Intorno alle 10.15, dopo la santa messa nella Basilica di San Giuseppe, anche quest’anno i fedeli hanno accolto il “Corpo del Signore”, l’Ostia consacrata custodita nell’ostensorio e trasportata in processione dal Parroco di Castel Sant’Elia, Padre Riccardo e accompagnata dalla Banda Musicale di Castel Sant’Elia. Dopo una sosta davanti alla Basilica di San Giuseppe, durante la quale Padre Riccardo ha proclamato la Parola del Signore ed ha impartito la benedizione, la processione solenne, guidata dal Rettore del Santuario, Padre Pietro Burek, è ripartita alla volta della Chiesa di Sant’Antonio Abate, dalla quale proveniva, dopo aver attraversato il paese di Castel Sant’Elia, le cui vie erano tutte decorate con variopinti disegni, fatti con fiori ed altri materiali.

La meravigliosa “Infiorata” che la mattina della solennità del Corpus Domini si offre agli sguardi ammirati dei numerosi fedeli è dunque il risultato di un complesso e difficile lavoro che richiede giorni, settimane e addirittura mesi di paziente e instancabile lavoro.
Al mattino della grande solennità si può ammirare uno spettacolo meraviglioso: infatti il manto stradale del viale del Santuario si presenta ricoperto da un variopinto “tappeto” ornamentale, su cui si snodano disegni diversi, che in genere si rifanno al contenuto religioso della festa: un momento magico dove la fede, la comunione fraterna e l’arte s’incontrano.

Con la tradizionale processione del Corpus Domini, il Corpo di nostro Signore al Suo passaggio santifica ogni cosa: le strade, le case, le famiglie che vi abitano, la loro quotidianità, le loro attività e tutto questo è possibile perché il Redentore ha voluto offrire all’uomo un cibo divino: se stesso in forma eucaristica.

Con la processione domenicale le splendide composizioni si dissolvono, proprio come un bel sogno al mattino. Di queste opere artistiche non rimane più nulla, se non nella memoria di chi le ha ammirate brevemente e nelle foto a colori di chi le ha immortalate. Però, nei cuori di chi ha realizzato una simile opera resta la gioia di essere Chiesa, di aver lavorato tutti insieme in comunione e di aver reso omaggio nella migliore maniera possibile al nostro Salvatore. E sapete qual è la cosa più bella? La cosa bella è che ciò che si fa per Lui con amore, rimane in eterno!

Marina SPINOSA

E’ TORNATO ALLA CASA DEL PADRE MARIAN BABULA, PROCURATORE GENERALE DELLA CONGREGAZIONE DI SAN MICHELE ARCANGELO

Il giorno 15 giugno, dopo aver celebrato la Santa Messa nelle prime ore del mattino nella Chiesetta di Santa Maria delle Piante “Quo Vadis Domine" a Roma, inaspettatamente è ritornato alla Casa del Padre, Padre Marian Babula, sacerdote con un grande cuore ed esemplare umiltà della Congregazione di San Michele Arcangelo.
 
Nato nel 1958, di nazionalità polacca, ha dedicato quarant’anni alla vita consacrata e trentatré svolgendo fedelmente il proprio ministero sacerdotale.  Entrato nel 1973 nella  Congregazione di San Michele Arcangelo presso il Seminario Minore di Miejsce Piastowe in Polonia, ha compiuto  il noviziato a   Pawlikowice, dove ha emesso anche la sua  Prima Professione Religiosa. La sua formazione filosofica e teologica è iniziata a Cracovia , compiuta negli anni 1979-1982 e terminata  a  Viterbo tra il 1982 e il 1984.

E' stato ordinato sacerdote da Papa Giovanni Paolo II il 31 maggio 1984 a Roma e ha compiuto studi successivi alla Pontificia Università Lateranense, presso la quale ha conseguito il dottorato in Diritto canonico.  Dal 1990 fino al giorno della sua morte ha operato con grande dedizione nella Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e la Società di Vita Apostolica, dove, nel 2004 venne nominato da Papa Giovanni Paolo II "Praepositum Officii". Nella Congregazione di San Michele Arcangelo ha ricoperto molti importanti incarichi pastorali; per alcuni anni, infatti,  divenne  Superiore della Delegazione Italo-Elvetica, successivamente fu Rettore del Pontificio Santuario Maria SS. "ad Rupes" e Superiore della Comunità Religiosa dei Padri Micheliti a  Castel Sant'Elia,  inoltre,  da tempo era Procuratore Generale della Congregazione.
Padre Marian è stato anche nominato Postulatore e vice-postulatore di varie cause di beatificazione e canonizzazione.

S.E. Mons. Romano Rossi, vescovo della diocesi di Civita Castellana (VT), ha espresso  alla  Congregazione di  San Michele Arcangelo  e ai parenti sincere condoglianze da parte di tutta la diocesi.

Il rito funebre è previsto a Roma  per sabato 17 giugno alle ore 10.30 presso la Chiesa Santi Ottavio e Compagni Martiri (via Casal del Marmo 110).

Affidiamo il nostro confratello alla misericordia del Signore, accompagnandolo con le nostre preghiere di suffragio.

Egli, che è stato costituito dispensatore dei misteri del Signore, possa ora partecipare al convito dei Santi nel cielo.

Nelle braccia del Padre continui ad assistere la sua amata Congregazione e tutti coloro che lo hanno conosciuto ed apprezzato.

Padre Piotr Marcin Burek
Congregazione di San Michele Argangelo
Rettore del Pontificio Santuario Maria SS. "ad Rupes"



 

Al Rettore del Santuario la Croce d’Oro al Merito della Repubblica di Polonia

Padre Piotr Marcin Burek, di origine polacca, Rettore del Pontificio Santuario Maria SS. “ad Rupes” di Castel Sant’Elia, è stato insignito della Croce d’Oroal Merito (Złoty Krzyż Zasługi),alto riconoscimentoconcesso dal Presidente della Repubblica di Polonia “al fine di promuovere i meriti che incrementano la gloria e il bene del popolo polacco”.

Nel piccolo centro della Tuscia la notizia è stata accolta con sorpresa, ma anche con grande entusiasmo, tanta è la riconoscenza e stima che la gente nutre verso il religioso da molti anni. Un sacerdote umile, sempre disponibile, che con i suoi modi e le sue buoneomelie cerca di avvicinare tanta gente alla fede, promuovendo anche innumerevoli iniziative al santuario. Teologo e docente, il religioso ha ricevuto l’importante onorificenza per meriti acquisiti nel portare aiuto ai pellegrini che dalla Polonia si recano in Italia nei luoghi di culto, per la sua missione spirituale, l’alto senso di solidarietà umana, andando oltre le sue normali competenze, attraverso un impegno profuso e disinteressato, anche verso cittadini polacchi in difficoltà,interprete delle loro premure e preoccupazioni.

La cerimonia di consegna della Croce d’Oro a nome del Presidente della Repubblica di Polonia Andrzej Duda  è stata presenziata dai Deputati del Parlamento polacco, l’onorevole Kazimierz Gołojuch, delegato dal Presidente e l’onorevole Mieczysław Miazga, accompagnati dalle loro consorti e moltiospiti  illustri, accolti nella splendida Basilica di San Giuseppe, avvolta per l’occasione da magnifiche composizioni floreali ed impreziosita dal quadro di Maria SS. “ad Rupes”, patrona della diocesi di Civita Castellana. S.E. il Signor Janusz Kotański, Ambasciatore di Polonia,presso la Santa Sede e sua mogliehanno voluto onorare della loro presenza la cerimonia, cui hanno preso parte, anche i fratelli del religioso, Stanislaw e Ryszard, le sorelle Maria e Katarzyna. Tra le autorità civili e militari italiane presenti da annoverare il sindaco di Castel Sant’Elia, Rodolfo Mazzolini, la sindaca di Calcata, Sandra Pandolfi, il sindaco di Nepi, Pietro Soldatelli, il Luogotenente Maresciallo dei Carabinieri di Castel Sant'Elia, Davide Querci, il Sostituto Commissario della Polizia Stradale di Monterosi, Fausto Pietracci, il Capitano della Guardia di Finanza, Compagnia di Civita Castellana, Rosario Masdea. Alla cerimonia ufficiale è seguita una solenne Concelebrazione Eucaristica con importanti autorità religiose, resa particolarmente suggestiva dai canti del coro Nova Schola Cantorum di Nepi. Toccante l’omelia tenuta da Mons. Tymon Tytus Chmielecki, ufficiale della Segreteria di Stato del Vaticano, mentre la Congregazione di San Michele Arcangelo, onorata e stretta attorno al loro confratello, era rappresentata da Padre Marian Babula, Procuratore Generale della Congregazione e da Padre Boguslaw Turek rappresentante della Provincia Italo-Svizzera. Al termine del rito religiosoPadre Pietro, visibilmente commosso,ha ringraziato le autorità presenti e i numerosi fedeli che affollavano la basilica,  inviando un significativo  messaggio di gratitudine al Presidente della Polonia per l’importante riconoscimento concesso,  inaspettato e  frutto di lunghi anni di lavoro, portati avanti senza clamori, ma con azioni concrete e preghiere . Il suo grazie più grande, però, ha voluto rivolgerlo a Dio per il dono del sacerdozio ed i talenti necessari ad esercitare il suo ministero per il bene comune. L’evento si è concluso con una grande agape fraterna, cui hanno partecipato anche gli illustri ospiti polacchi, mostrando grande spirito di accoglienza e disponibilità verso tutti, circostanza che ha colpito molto i presenti. La serata era avvolta da un clima di grande festa e gioia; la gente, congratulandosi con Padre Pietro, gli ripeteva che per un sacerdote la ricompensa è innanzitutto quella divina, ma questa onorificenza ricevuta rappresenta una piccola gratificazione terrena per il suo encomiabile impegno verso tutti e per incoraggiarlo a continuare sulla strada intrapresa.

PAMELA PAPARONI

 

ANNUALE PELLEGRINAGGIO A PIEDI AL SANTUARIO MARIA SANTISSIMA “AD RUPES”

Come ormai da alcuni anni, l’ultimo sabato del mese di maggio è dedicato all’annuale pellegrinaggio, che vede la partecipazione di centinaia di fedeli provenienti da vari paesi della nostra diocesi, tutti uniti da una profonda devozione alla Madonna, che di buon mattino, dopo aver percorso svariati chilometri a piedi, giungono al Santuario per  rendere omaggio alla Madre Celeste, a Maria Santissima “ad Rupes”,  nostra Patrona.

Mese mariano per eccellenza nella tradizione cristiana, richiama ogni giorno al Santuario molti fedeli devoti a Maria Santissima ma l’ultimo sabato del mese di maggio, in occasione dell’annuale appuntamento con la Madre, il nostro santuario si colora in modo particolare di gioia, di pace e di fede viva.  

E così anche quest’anno, sabato 27 maggio tre gruppi di fedeli sono partiti da diverse località, con un’unica meta: la casa della Vergine Santissima “ad Rupes”.

Il primo gruppo, guidato da Sua Eccellenza Monsignor Romano Rossi, Vescovo della Diocesi di Civita Castellana, è partito alle ore 5.30 dal Monastero delle Clarisse al Carmine; il secondo, guidato da p. Janusz Konopacki, parroco di Nepi, è partito alle 5.45  dalla Chiesa della Santa Famiglia. Il terzo gruppo, guidato da p. Paolo Zagorski, è partito alle 6.30 dalla Chiesa di Sant’Antonio Abate. Quest’anno si sono aggiunti altri gruppi di pellegrini: infatti, i primi a partire questa volta sono stati i pellegrini provenienti da Trevignano che, guidati dal parroco don Gabriel Gabati Kibeti, si sono messi in cammino alle 23:15 di venerdì 26.  Un lungo pellegrinaggio è stato fatto anche dai fedeli di Fabrica di Roma, guidati da don Terzilio Paoletti. I pellegrini hanno percorso a piedi parecchi chilometri pregando e cantando inni alla Madonna, mentre lungo il cammino altri fedeli si univano a loro nella preghiera e nella lode.

Tutti si sono poi ritrovati al nostro Santuario per il canto delle Litanie, guidate da seminarista Luca. Al termine del canto delle Litanie, alle 7.15 nel piazzale antistante la Scalinata di Fra’ Rodio è stata concelebrata la Santa Messa, presieduta dal Vescovo Romano Rossi e da numerosi sacerdoti provenienti da varie parrocchie della diocesi.

Moltissimi anche i religiosi, le religiose, i seminaristi, le confraternite, le associazioni. Numerose anche le autorità civili e militari convenute alla cerimonia, molti sindaci, primo tra i quali Rodolfo Mazzolini, Sindaco di Castel Sant’Elia, presente con la giunta comunale.

A conclusione della santa Messa, padre Pietro ha indirizzato un saluto  ai sacerdoti concelebranti, assieme ad un ringraziamento speciale a Monsignor Romano Rossi, al Sindaco di Castel Sant’Elia, alle autorità civili e militari presenti, alle forze dell'ordine che hanno vigilato sull’incolumità dei numerosi pellegrini,  alle religiose ed ai religiosi, al Team Organizzativo del Santuario, nonché a  coloro che hanno preparato e guidato la celebrazione, a quelli che hanno preparato la colazione, a tutte le gentili signore che hanno generosamente offerto dei dolci da condividere.

Al termine della Concelebrazione Eucaristica, la comunità dei Padri Micaeliti del Santuario ha aperto le porte del convento: sotto il porticato era stata preparata una ricca colazione per gli innumerevoli pellegrini venuti a rendere omaggio alla Patrona della nostra Diocesi: il tutto in un clima festoso, caldamente cordiale e di grande fraternità.

Marina SPINOSA

ANNUALE PELLEGRINAGGIO DIOCESANO A MARIA SS. “AD RUPES”

Domenica 14 maggio si è tenuto l’annuale pellegrinaggio diocesano al Santuario della Vergine Santissima  “ad Rupes”, Patrona della diocesi di Civita Castellana. Al termine della recita del Santo Rosario, alle ore 17.00 si è tenuta una solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta dal nostro Vescovo Romano ROSSI  e concelebrata da numerosi sacerdoti di questa  diocesi.

Come da tradizione, moltissime le persone convenute da ogni parte per onorare la Madre di Dio e Madre nostra, proprio nel giorno in cui ricorreva anche la Festa della mamma. All’inizio della Messa, ha preso la parola p. Pietro BUREK, Rettore del Santuario, per un saluto ed un ringraziamento al Vescovo, al sindaco di Castel Sant’Elia e alla giunta comunale, nonché ai sacerdoti concelebranti,  alle autorità civili e militari, alle confraternite, alle associazioni, alle religiose e a tutti i presenti.

Durante la santa Messa, il Vescovo Romano ha dedicato un momento della celebrazione  ai  Ministri straordinari della santa Comunione i quali, chiamati dai loro parroci, dopo un periodo di discernimento, di formazione con Monsignor Romano e tanta preghiera, sono stati presentati  pubblicamente a tutta la comunità diocesana. Il nostro Vescovo Romano ha spiegato alla numerosa assemblea la preziosità del loro servizio pastorale con queste parole:” il ministro è straordinario in quanto è l’apostolo degli infermi: sono quelli che visitano, quelli che creano il tramite con la parrocchia nel mondo della sofferenza, sono la Chiesa presente nel mondo della sofferenza. Anche questa è una periferia esistenziale: le famiglie con il malato cronico o acuto. Ecco, viviamola così: quando nella Chiesa qualcuno assume un servizio, lodiamo il Signore!” Poco dopo, i Ministri straordinari dell’Eucaristia  hanno emesso delle promesse pubblicamente e ricevuto il mandato da Monsignor Romano.

Nella sua omelia, il nostro vescovo Romano ha fatto risuonare forte l’invito a  presentare la nostra vita, accettandola,  riconoscendone il valore e a presentarla al Signore attraverso Maria.: “ l’offerta ha da passare attraverso Gesù che è la Porta, ad attraversare Gesù che è la Via….. mentre ti offro la mia vita,  scopro il valore di quello che sono attraverso la possibilità di offrirlo : questa è la cosa grande! Ciò che offro acquista valore. Ti offro anche il mio futuro, mi metto nelle tue mani. ….Questa è la dimensione religiosa della vita: scoprire il valore di quello che siamo nell’offerta che ne facciamo al Signore.

Poi Monsignor Rossi ha proseguito la sua omelia presentando “la Madonna come segno femminile della paternità divina: la Madonna non aspetta di vederci perfetti per sentirci figli, ci fa sentire figli per aiutarci a crescere” .

Il pellegrinaggio ogni anno ha un “sapore”, una veste ed  un colore nuovi, ma ogni volta c’è qualcosa che accomuna  gli annuali pellegrinaggi: il desiderio, il bisogno di speranza e di trovare uno scopo alla propria vita. La risposta è Maria, la Madre che ci riunisce ogni volta per invocare Gesù che ci dona lo Spirito Santo. In questo cammino ecclesiale non siamo mai soli: ecco la fonte delle nostra gioia, ecco il senso profondo del nostro essere Chiesa.

Marina Spinosa

Visita di S.E. Mons. Giuseppe Dabrowski e del gruppo dei Vescovi Canadesi al Santuario

I giorni 3 e 4 maggio ci hanno reso felici perché hanno visto la presenza nel nostro santuario di Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Joseph Dobrowski, per noi il nostro amico Giuseppe. Il Vescovo è arrivato in Italia, per la visita "ad limina" da Papa Francesco, con altri vescovi canadesi e dopo un soggiorno a Roma, in Vaticano, che lo ha visto molto impegnato in conferenze e incontri con il Santo Padre, si è recato insieme agli altri prelati, per un breve corso di esercizi spirituali, ad Assisi.

II 3 maggio sono venuti a Castel Sant'Elia e Giuseppe ha approfittato per far visitare il nostro Santuario ai suoi colleghi.

II 4 maggio ci ha invitato a partecipare alla santa messa delle ore 18 nella grotta della Madonna, dove ha celebrato e pregato con tutti noi, ex "oratoriani". Giuseppe ha frequentato il seminario presso i Giuseppini a Viterbo e ha vissuto al Santuario dal 1985 al 1991.

Nello stesso periodo ha approdato all'oratorio con il suo amico don Edward Swiatkowski, dove, uniti in un comune intento, ci hanno insegnato l'amicizia, il rispetto, i valori e le gioie dello stare insieme nella fede e dove hanno imparato l'italiano e a conoscere gli italiani, ma soprattutto noi castellesi.

Nel 1991, il 4 maggio, sono diventati sacerdoti per imposizione delle mani di Sua Eccellenza Mons. Divo Zadi, allora Vescovo di Civita Castellana.

Dopo pochi giorni gli è stato comunicato, dai Superiori, che sarebbe partito per London, Ontario Canada, come parroco.

Da noi tutti la notizia è stata accolta con molto dispiacere; un grande amico ci avrebbe lasciato e ci siamo sentiti orfani da subito.

Lui invece è cresciuto molto e l'esperienza di sacerdote e medico delle anime ha fatto sì, che lo scorso anno, lo portasse ad essere scelto come Pastore e guida, come Vescovo!

Maria Caterina Dei

Consegna Croce d'oro al merito - P. Pietro Burek - 28 maggio 2017

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